Premio Raoul Wallenberg alla kirghisa Aziza Abdirasulova, paladina dei diritti umani

Il Segretario Generale del Consiglio d'Europa Alain Berse consegna il premio ad Aziza Abdirasulova. Foto: coe.int

Il Consiglio d'Europa ha assegnato il premio Raoul Wallenberg per il 2026 all'attivista per i diritti umani kirghisa Aziza Abdirasulova, riconoscendo il suo coraggio e la sua perseveranza nella difesa dei diritti umani fondamentali, nonostante rischi, minacce e persecuzioni.

Nel comunicato sul premio, pubblicato sul sito dell'organizzazione, si sottolinea che Abdirasulova ha dato un «contributo eccezionale» nell'evidenziare le violazioni sistematiche dei diritti umani in Asia Centrale e si è impegnata per anni nella difesa dei diritti dei detenuti, nella libertà di riunione e nella lotta alla tortura. Viene inoltre definita una delle prime attiviste per i diritti umani indipendenti del Kirghizistan: ha documentato costantemente casi di tortura e arresti arbitrari, cercando di attirare l'attenzione su tali vicende.

Nell'articolo si afferma anche che Abdirasulova ha fondato l'organizzazione per i diritti umani «Kylim Shamy», che identifica violazioni, fornisce assistenza legale alle vittime ed è riconosciuta sia in Kirghizistan che all'estero.

Ritirando il premio a Strasburgo, ha dichiarato che ogni vita salvata per lei è «immensamente preziosa» e ha sottolineato che il lavoro per i diritti umani richiede non solo professionalità, ma anche coraggio personale, specialmente quando ci si confronta con testimonianze di tortura e si cerca di aiutare le vittime.

ℹ️ Il premio Raoul Wallenberg viene assegnato dal 2014 su iniziativa delle autorità svedesi e del parlamento ungherese; prende il nome dal diplomatico svedese che salvò ebrei a Budapest e scomparve nel 1945 dopo essere stato arrestato dalle truppe sovietiche.